Vita da guardaparco

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Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, dal 1947, i custodi della natura, sono i guardaparco. Il PNGP, insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, mantiene un proprio corpo di guardia storico, realtà uniche nel panorama italiano, che continuano così una lunga tradizione; mentre negli altri Parchi Nazionali italiani il controllo è demandato ai Carabinieri Forestali. E’ grazie all’impegno e alla professionalità dei guardaparco se lo stambecco, animale simbolo delle Alpi, è riuscito a salvarsi dall’estinzione e a ripopolare l’intero arco alpino. Questi svolgono un’attività difficile e in solitudine, i loro compiti svariano dal controllo al soccorso alpino, dai rapporti con i turisti alle attività di ricerca scientifica come supporto a ricercatori ed università. Molto spesso il periodo primaverile ed estivo lo passano in montagna; grazie ad una serie di “casotti”, opportunamente disposti, possono restare in quota per settimane. Qui vediamo una delle guardie storiche del parco, Luciano Ramirez, nei pressi del casotto Teppe Lunghe, intento nel taglio della legna, una scorta per le giornate più fredde. Abbiamo passato una giornata insieme la scorsa primavera; in un paio d’ore di cammino si raggiunge il casotto, sito in un ambiente pieno di fascino, tra boschi, ruscelli e praterie d’altitudine. L’ho fotografato durante le sue normali attività giornaliere, cercando di restituire attraverso la fotografia, la sua vita lavorativa in montagna. Per questa foto ho utilizzato la mia EOS 5 mark IV con l’ottimo 16/35 f4  ho impostato la fotocamera ad 1/45 di secondo ad f 13 a ISO 50; un leggero colpo di flash mi ha consentito di schiarire le ombre e di avere il volto ben fermo, mentre il tempo non troppo veloce ha restituito il movimento dell’ascia e del legno che si spacca.