Situazioni difficili

Delle volte si lavora in situazioni davvero difficili, ma ricche di soddisfazioni. Mentre il mio amato Abruzzo è alle prese, oltre che con il terremoto, con una nevicata senza precedenti, io mi trovo sulle Alpi con pochissima neve. In queste prime settimane di gennaio è nevicato una sola volta. Ovviamente non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione, così ben bardato e da solo, salgo il sentiero che mi porta in alto. Oltre alla neve c’è un fastidiosissimo vento, con delle folate molto forti, ma l’atmosfera è davvero suggestiva. Dopo aver lavorato per tutto il giorno in mezzo alla tormenta, verso le 14,00 inizio la discesa verso valle, attraversando un bel bosco di larici e abeti. In mezzo agli alberi alcuni camosci alpini (Rupicapra rupicapra) cercano un po d’erba tra la neve o si riposano sdraiati. Il freddo è tanto, i guanti sono bagnati e quando impugno la mia macchina con il grosso obiettivo non sento più la dita delle mani e poi il vento… Faccio qualche foto, ma procedo velocemente verso il basso. Ad un certo punto scorgo un camoscio che si riposa tra la neve nel mezzo di una piccola radura tra gli alberi, inquadro e scatto qualche immagine. Mentre sto per andarmene sento arrivare una folata di vento molto più forte delle altre, colpisce gli alberi con forza, facendo volare la neve accumulata sui rami, da tutte le parti. Sia il camoscio che io ne siamo presto inondati,  continuo a scattare a raffica fin quando si vede qualche cosa, perché dopo pochi attimi, tutto diventa bianco. Cerco di riparare in qualche modo l’attrezzatura, ma oramai è troppo tardi, macchina, obiettivo, il sottoscritto e, ovviamente, il camoscio siamo letteralmente coperti di neve. Questo è uno dei primi  scatti della sequenza e non il più  intenso.

Il tombolo a Cogne

Grazie alla collaborazione di Anna e Graziella qualche settimana fa abbiamo costruito questo scatto. Siamo nel bel paese di Cogne a 1500 m nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, a pochi chilometri da Aosta, dove la tradizione del tombolo è particolarmente sentita. E’ un tombolo diverso da quello aquilano o di Pescocostanzo, che ho già fotografato per il mio ultimo libro “Abruzzo terra di emozioni”. Le testimonianze parlano di una donna di Cogne, Honorée Guichardaz, che nel 1853 ha imparato questa tecnica da un gruppo di suore benedettine francesi fuggite dal loro converto a seguito di diatribe religiose e politiche e rifugiatesi a Saint-Nicolas. Una volta appresa la tecnica, Honorée la riporta in paese ed insegna a lavorare con i fuselli alle sue compaesane. All’inizio del 900 quasi tutte le donne di Cogne facevano i pizzi sia per ornare le loro camice che per un piccolo guadagno. Come potete notare anche le camice delle mie modelle sfoggiano un magnifico pizzo. La foto ha richiesto circa  un ora di lavoro, ho utilizzato la mia Canon EOS Mark IV con tre flash, comandati a distanza e  disposti  per cercare di dare atmosfera all’ambiente.

Il giovane

Sono giorni che fotografo aquile e gipeti. Nelle settimane passate sono riuscito a vedere tre aquile e due gipeti contemporaneamente, un bello spettacolo. Una mattina di qualche giorno fa osservo da lontano i soliti due gipeti che sorvolano le alte pareti rocciose, quando ad un tratto compare qual’cosa di più scuro, sarà la solita aquila, penso tra me, ma è un po “strana”. Fa un passaggio anche lei vicino alle rocce, poi sembra vedermi e punta decisa nella mia direzione. Quando si avvicina un poco capisco che è un giovane di gipeto, le sue dimensioni sono quasi quelle degli adulti, ma la sua colorazione scura è completamente diversa e questo mi ha tratto in inganno. Sono tre settimane che giro su queste montagne ed è la prima volta che vedo un giovane, forse è la prole del precedente anno. Comunque questi continua ad avvicinarsi, io sono in mezzo alla neve abbastanza lontano dalla parete da cui è partita, planando e con qualche battito d’ali è presto sopra di me, ad una quindicina di metri. Io ovviamente scatto di continuo, regolando mano mano che si avvicina, il mio grosso zoom Canon 200/400. Fa un paio di giri, poi decide che non sono nulla di commestibile, e con qualche battito d’ali, torna verso la grande parete rocciosa. I giovani sono inesperti, come tutti i giovani e sicuramente mi avrà scambiato per un’appetitosa carogna con cui banchettare. Esperienza incredibile e fuori dall’ordinario.

Aquile

Salgo con calma il sentiero ghiacciato che dalla valle mi porta in alto. Sono le 7,30 del mattino, nella notte il termometro è sceso fino a -13°, e ora con le prime luci, fa ancora molto freddo. Attraverso varie volte quattro o cinque valanghe che tagliano ripide il sentiero che sale a zig zag sulla montagna. Grazie ai ramponi non corro particolari pericoli, ma è certo che se dovessi scivolare sarei a valle in pochi secondi. Mi fermo in un punto panoramico, che avevo individuato il giorno precedente, e aspetto. E’ quasi mezzogiorno e, a parte qualche camoscio, non ho visto molto. Finalmente arrivano, sono due. Due splendide aquile. Anzi no, sono tre. Tutte e tre salgono la stessa termica. I guardiaparco mi avevano avvertito di questo insolito “ménage à trois” ma certo non pensavo di poterlo osservare così bene. La vecchia femmina della coppia tollera la giovane aquila che prenderà il suo posto nella riproduzione. Grazie al sole che scalda le rocce della montagna che formano le termiche, le tre aquile si alzano senza un battito d’ali. Sorvolano le rupi senza fatica alla ricerca di qualche preda. Le femmine di camoscio con i piccoli sono piuttosto guardinghe, mentre un gruppo di sette o otto coturnici si involano veloci quando il gruppo di aquile passa loro accanto. Io, ovviamente, sono pronto con il mio grosso e pesante zoom Canon 200/400 f4 e la nuovissima EOS 5 Mark IV e scatto. Una scena incredibile, tre aquile che volteggiano tranquille, a non troppa distanza da me. Farle entrare tutte e tre nell’inquadratura è un poco complicato, mi accontento di due. Ora, a distanza di qualche giorno, penso che ho avuto una bella  fortuna una scena così difficilmente mi capiterà di osservarla di nuovo.

Il volo del Gipeto

Eccolo è lui. In questa foto si può apprezzare la colorazione, la bellezza e la grandezza  di questo raro avvoltoio. Se pensiamo poi al suo cibo preferito, restiamo ancora più sorpresi. Quando lupi, aquile, volpi e quant’altro hanno ben finito di spolpare una carogna arriva lui, per cibarsi delle ossa e del midollo che contengono. Del resto in natura nulla va sprecato.

Appena tornato da un lungo mese di lavoro in Valle d’Aosta, dove ho iniziato un nuovo progetto che richiederà almeno due anni di lavoro. Tanta fatica. Ore di cammino con ciaspole, ramponcini ed infine, anche ramponi. Tanto impegno è stato però ripagato, ho portato a casa molte immagini di GIPETO (gypaetus barbatus) il più grande e il più raro avvoltoio Europeo. Vederlo prendere le termiche, con quelle sue ali enormi di 280 cm e sorvolare le  cime delle alte montagne senza un battito d’ali è stata un’emozione incredibile. E tra poco si riparte, si torna tra quei silenzi e quelle montagne,che da sempre esercitano in me un fascino irresistibile.

Sabato 8 ottobre”Abruzzo, terra di emozioni” arriva a Roma

Ho il piacere di annunciare che sabato 8 ottobre alle ore 17,00 “Abruzzo, terra di emozioni” arriverà a Roma, nel regno dei prodotti di qualità, ad EATALY, in via XII Ottobre 1492 ad Ostiense. Grazie alla collaborazione con il Club dei Borghi più Belli d’Italia, coordinamento Abruzzo e Molise, presenterò il mio libro, nei pressi dello spazio che EATALY ha messo a disposizione al Club, posto al II piano della sua bella e prestigiosa struttura. Desidero ringraziare i comuni abruzzesi del Club dei Borghi Più Belli d’Italia per la collaborazione e il patrocinio: Anversa degli Abruzzi, Castel del Monte, Civitella del Tronto, Navelli, Pettorano sul Gizio, Santo Stefano di Sessanio, Scanno. Nel mio libro questi comuni sono tutti rappresentati con almeno una foto, ma ci sono anche altri comuni presenti, quindi aspetto tutti gli amici abruzzesi, e non solo, residenti a Roma.

 

“Abruzzo, terra di emozioni” presentazioni estive

Questa estate sarò impegnato in una serie di presentazioni in terra d’Abruzzo per la promozione della mia ultima fatica, il libro “Abruzzo, terra di emozioni”. Per chi volesse partecipare le date sono queste:

29 luglio Santo Stefano di Sessanio ore 18,30 – Sala dell’Opificio Sextantio Albergo Diffuso,                   che vedrà anche la presenza della dottoressa Lucia Arbace direttrice del Polo                             Museale d’Abruzzo, nonché autrice del magnifico testo del mio libro.

6 agosto  Fontecchio ore 18,30 – presso la ex Conceria

12 agosto Castelvecchio Calvisio ore 18,30 – Palazzo del Capitano

14 agosto Castel del Monte ore 18,30 – Teatro Comunale “Francesco Giuliani”

19 agosto Anversa degli Abruzzi ore 18,30 – Biblioteca Comunale

20 agosto Calascio ore 18,30 – Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie

Inoltre il 16/17 agosto sarò presente con una mia mostra fotografica, legata al libro, a Castel del Monte durante la manifestazione “La notte delle streghe”.

Non è escluso che a breve si aggiungano altre date e località.

Vi aspetto.