Archivio dell'autore: giorgiomarcoaldi

Gente d’alpeggio

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Vivere per tre mesi in alta quota. Svegliarsi prima dell’alba, tutti i giorni, compresi i sabati e le domeniche. Accudire il bestiame, mucche o capre che siano. Giornate piene di fatica con nessuno svago. E’ gente “dura” quella che vive e lavora in alpeggio, come quest’uomo che ho fotografato in Valle dell’Orco. Il suo viso, con quello sguardo penetrante e le sue rughe, trasmettono proprio questo, fatica, lavoro e sacrificio.

La fienagione

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Valnontey, Parco Nazionale del Gran Paradiso. Dopo accordi e giorni di attesa, per aspettare le condizioni perfette, siamo riusciti ad organizzare lo sfalcio del fieno con il metodo tradizionale. Falce, rastrello ed un lenzuolo, a volte di iuta, erano gli attrezzi del mestiere. Questo lavoro veniva svolto prevalentemente dalle donne. Poi ci voleva tanta fatica per il trasporto. La fienagione si faceva anche in alta quota, si partiva di notte per raggiungere i campi, dopo un’intensa giornata di lavoro, si legava il fieno ben stretto in sacchi di iuta che poi si facevano ruzzolare fino a valle. L’erba era un bene prezioso e tutti i campi venivano tagliati e utilizzati.

Transumanza

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Qualche giorno fa ho potuto assistere alla transumanza delle mucche in Valsavarenche, piccolo comune sparso nell’omonima valle, in Valle d’Aosta. Una località estremamente suggestiva, piena di storie e di spunti fotografici. Le mucche sono salite da valle fino all’alpeggio Djouan, posto a circa 2200 metri, lungo la mulattiera reale. Sentiero bellissimo che in un paio d’ore di cammino, con un infinità di tornanti, ci ha portati sulle praterie di altitudine. In questo alpeggio, le mucche rimarranno fin verso la fine di settembre, per sfruttare l’erba di montagna. Ovviamente insieme alle mucche rimarranno chi le custodisce e il casaro, cioè l’addetto che trasformerà il latte in quella delizia che è la fontina. Queste foto fanno parte di un mio lungo progetto in fase di realizzazione, che vedrà la luce il prossimo anno.

La battaglia delle regine

Di razze bovine ce ne sono molte e in passato mi sono occupato anche di alcune razze rare e particolari. Ma la Valdostana è davvero unica, almeno che io sappia. E’ una razza estremamente docile con l’uomo quanto aggressiva nei confronti dei conspecifici. All’interno di un gruppo di vacche deve stabilirsi una gerarchia, e per farlo gli scontri possono essere lunghi, spettacolari e quasi sempre incruenti. Sfruttando proprio questa aggressività, gli allevatori organizzano delle vere e proprie gare nelle valli valdostane, chi vince, viene dichiarata “regina” e potrà partecipare alla finale di Aosta. Da qualche anno è organizzata anche una “battaglia delle regine” con i vicini francesi e svizzeri che allevano lo stesso tipo razza. La foto che vedete non è stata scattata in una di queste manifestazioni, ma in un contesto “naturale” in un alpeggio in montagna. Mucche di vari proprietari vengono portate con la transumanza, in montagna e quando si incontrano per la prima volta lo scontro è inevitabile, fino a quando all’interno del nuovo gruppo non si è instaurata una nuova gerarchia.

La volpe

E’ una settimana che salgo in montagna alla sua ricerca. Sapevo che c’era una volpe piuttosto confidente in zona, ma trovarla non è stato semplice. Ore di cammino tutti i giorni, ma di lei nessuna traccia. Poi ieri l’incontro, quando avevo già gettato la spugna e pensavo di aver avuto un’altra giornata infruttuosa, eccola che arriva. Abbiamo passato un paio d’ore insieme ricche di soddisfazioni, almeno per me.

Stambecchi in primavera

7 maggio, primavera, anche se non si direbbe. Anche questa mattina una discreta nevicata nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Un maschio adulto di stambecco con altri giovani maschi, cercano l’erba sotto la neve. Le previsioni meteo annunciavano una giornata discreta, nuvolosa ma con assenza di precipitazioni, penso che abbiano sbagliato un pochino. Riuscirò a fotografare questa benedetta primavera? Mi restano quasi due mesi…

PRIMAVERA

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Arrivato in Valle D’Aosta da qualche giorno, con il sole. Sembrava che la primavera fosse alle porte, ma era una pia illusione. Una nevicata tre  giorni fa e oggi, primo maggio, la situazione era questa, freddo e neve per tutta la mattina. Il mio lavoro nel Parco Nazionale Gran Paradiso procede comunque, sperando nell’arrivo della primavera.

Stampe fotografiche d’autore

Un esempio di stampa Fine art a tiratura limitata realizzata con una foto del mio ultimo lavoro (ancora in svolgimento) in Valle d’Aosta, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Le stampe Fine art sono a tiratura limitata nel numero di 50 per ogni formato, con un bordo bianco che va dai tre ai cinque centimetri. Sono tutte corredate da un certificato Epson Digigraphie, marchio nato per garantire qualità e stabilità dei colori nel tempo, da un marchio a secco, nella parte sinistra della foto all’interno del bordo bianco e dalla firma dell’autore. Il prodotto finale, grazie alla particolare qualità di stampa, è un oggetto ideale per regali raffinati e di prestigio o per impreziosire uffici, locali pubblici o privati. Alcuni esempi, con misure e costi, possono essere osservati sul mio sito. http://www.giorgiomarcoaldi.it/shoponline/                                                                                           Resto a disposizione per suggerimenti o chiarimenti.

 

Camoscio alpino

Per i curiosi qualche informazione in più su questa foto. Lo scatto è avvenuto alla fine del novembre 2016, la neve era poca, ma rende perfettamente l’idea dell’ambiente in cui vive questo animale, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. La foto è in formato panoramico perché è stata realizzata unendo 7 scatti in formato verticale. Gli scatti sono stati effettuati con la nuova Canon 5D mark IV il 70/300 f4.0/5.6 L IS ad una focale di 70mm, uniti poi con photoshop una volta tornato a casa.